IMBROGLIO E' IL CONTRARIO DI SVILUPPOAnna Abbiate Fubini 14 Oct 2004 03:52 GMT
Anna Abbiate Fubini via Ormea 82 10125 Torino Italy
9 settembre 2004 IMBROGLIO E' IL CONTRARIO DI SVILUPPO Da: "La violenza contro il bambino" a "Tempo di mutamenti" e "La meglio gioventù" : gradite e seguite saranno critiche e segnalazioni per garantire un continuo aggiornamento Questa pagina e tutte le altre del sito sono ottimizzate per venir stampate in fogli A4: se si verificasssero inconvenienti di formattazione, di figure o links mancanti o comunque di apertura e visibilità si prega vivamente di avvertire il webmaster / This page and the whole site are optimized for to be print in A4 sheets of paper: whichever trouble of formatting, of lacking pictures or/and links, of opening and dowanloading should be noticed to the Webmaster . (Vedi in nota: "Lettera aperta e Tempo di Mutamenti") e alcune RECENTI e importanti precisazioni nei capitoli quarto e quinto) AVVISO IMPORTANTISSIMO: Per accogliere le richieste di una più agevole lettura, i testi di questo sito sono stati - anche - trasferiti in un LIBRO: Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani Per ordinarlo: Elena Morea Editore Via Giovanni Carlo Brugnone, 12 10126 Torino Tel. e Fax 011 650 41 87 e-mail: elena.morea@elenamorea.it tornate alla Homepage From children of YESTERDAY to adults of TOMORROW è il titolo del libro in cui vengono pubblicati i files in inglese del sito: va però considerato che, mentre il sito è unitario e i vari files vi si trovano affiancati, comunque il contenuto di ciascuno file / capitolo non è per lo più in esatta traduzione; possono differire anche molto soprattutto per la presenza - o meno - di specifici rimandi, bibliografie e citazioni. A chi conosce le due lingue l'affiancare la lettura di ogni file / capitolo può quindi fornire migliori in quanto più compiutamnte integrati apporti di conoscenza. Ma non tutti i capitoli dei due nuovi libri si corrispondono: e se alcuni files/capitoli si trovano soltanto nell'edizione in italiano, DUE differenti files / capitoli - importanti e fondanti - si trovano soltanto ciascuno in uno o nell'altro libro: in particolare l'inglese TOTEM AND TABOO REVISITED: awful and fertile rise of new superstitions va strettamente messo in parallelo con questo che non si trova invece nell'edizione inglese. Sono due files / capitoli ben diversi come testo, ma complementari per significato intrinseco, dato che integrano e confermano entrambi - da differenti punti di vista e esplicitati con ben differenti argomenti - essenziali propositi e concetti di base. Si tratta di una secca denuncia convalidata anche dai molti esempi, illustrazioni e citazioni; di un duro messaggio meglio evidenziato proprio attraverso le grandi differenze dei dati presentati: il senso sostanziale di entrambi questi files / capitoli è la condanna contro la tendenza degli esseri umani a venir ingannati e intimiditi, lo smascheramento della generale "ripugnanza" a coltivare "virtute e conoscenza", "saggezza e "maturità" consapevole, ad aprirsi al "nuovo", allo "sviluppo", all'integrazione di fattori differenti. Come enfatizzano i titoli stessi di questi files / capitoli , vi si deplora la comune disposizione a preferire suggestioni e restrizioni invece di scegliere conoscenza, disponibilità, evoluzione. Entrambi potrebbero venir letti come fossero articoli a se stanti (Totem e Taboo infatti deriva dalla fusione e integrazione di Comunicazioni Congressuali), nel loro proporre in modo esaustivo concetti-chiave attraverso esemplificazioni e problematiche assolutamente differenti. Nell'economia generale del sito e dei libri questi elementi di pessimismo preoccupato e di manifesta opposizione propongono una lettura più articolata di questi files / capitoli: come completamenti rispettivamente di Consapevolezza e memoria e di Consciousness and memory, e soprattutto letti in stretto collegamento con Delgado & Skinner di cui sono necessari ampliamenti esplicativi. Ben diversi come testo che, da differenti punti di vista e argomenti integra e conferma essenziali propositi e concetti di base, sono anche indirettamnte parte di un discorso più generale: sarebbe quindi opportuno poterli leggere parallelamente e/o con rimandi incrociati ai vari files / capitoli anche di un altro sito - e libro - quello dell'Associazione Italiana, scientifica e giuridica contro gli abusi mentali, fisici e tecnologici. Per altre informazioni: Basi teoriche... guide... organizzazioni... il suo corrispettivo in inglese My guides...my roots... "presentazione" "Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà" IMPORTANZA DEGLI INIZI 1) “BAMBINI DI IERI = ADULTI DI OGGI. ADULTI DI OGGI -> ADULTI DI DOMANI”... In questo sito vengono prima di tutto presentati e discussi due volumi (ed un terzo, in un certo senso complementare) che descrivono specularmente lo sviluppo umano: l'uno dalla parte della PRIMA infanzia di chi si sviluppa - “INFANZIA: tempo di mutamenti” -; l'altro dalla parte di chi è adulto e operante nei contesti adulti, compreso allevare generazioni successive - "Le faccende domestiche. Ergonomia e psicologi di un VERO lavoro" -. A prima vista libri presentati, sito e suoi files interni potrebbero apparire dedicati ad argomenti piccini, insignificanti, estremamente privati, se non prettamente "femminili" quali quelli dei "bambini e della vita domestica": ma invece di narrazioni di fatterelli piccini, insignificanti, estremamente privati, prettamente femminili... vi si espone ed esplicita il concetto-base di come "Il bambino [sia] il padre dell'uomo" secondo il famoso assioma di Maria Montessori. Argomenti piccini, privati, femminili...: o sintetizzabili anzi nelle solenni citazioni "Considerate la vostra semenza/ fatti non foste a viver come bruti / ma per seguir virtute e conoscenza..." e "Ripeness is all" [= "la maturità è tutto"]? In essi infatti non si affermano solo i concetti comunque fondanti che nell'infanzia e nella vita di famiglia si trovano le profonde e indirizzanti radici - la "semenza" - di ciascun essere umano: a partire dal contestoinfantile ORIGINARIO nei libri e nel sito vengono anche con precisione spiegati i percorsi del procedere differenziante dell'esistenza e delle generazioni umane. Si tratta di un movimento non solo consecutivo e lineare, ma curvilineo verso orbitali e svolte: ecco perché è necessario che in entrambi i libri - e nelle pagine interne del sito - il concetto di INIZI, di passaggi successivi, di "fasi di sviluppo" vengano esplicitati in un discorso unitario di passato, presente e futuro, di"organizzatori" e di "coni di espansione" diversificati ma assolutamente intersecati in collegamenti essenziali. Si tratta di un processo non descrivibile in poche parole poichè, se procede nel giusto modo e radicato su solide basi successive, può dar avvio a numerosissime espansioni di altissima potenzialità e varietà. Ma un simile procedere "complicato" (etimologicamente = composto da tante "pieghe") non può avvenire senza difficoltà e distorsioni: come può aprirsi in armoniche evoluzioni, al contrario le mancate integrazioni e/o i difettosi organizzatori possono avvitarsi su se stessi in distruttivi circoli viziosi, mentre sia le evoluzioni positive, sia i distruttivi circoli viziosi si integrano e interagiscono a vicenda non soltanto nelle esistenze biologiche individuali, quanto anche nelle attività lavorative più o meno "importanti", quanto ancor peggio persino nelle vicende socio-politiche generali, da cui anche nel possibile destino delle generazioni future. Nei fondamenti della religione e filosofia cinese si trova una classificazione molto autorevole, che - sia pur solo intuita da noi occidentali in modo implicito e non definito - va considerata alla base di ogni conoscenza umana. In ogni aspetto e modalità dell'esistenza DUE VIE BASILARI si alternano in ogni momento: l'una come lo Yin, interiore, quieta, espansa, materiale, statica..., l'altra , come lo Yang movimentata, diretta, tesa, collegata con le funzioni e con le energie e con il mondo esterno. La prima via offre la capacità centripeta di godere o almeno di provare sensazioni (il "principio di piacere" di Freud), di conservare e preservare; la seconda - rivolta verso l'esterno ("il principio di realtà") - di indirizzare, di padroneggiare, di controllare, di cambiare, ma anche di distinguere, separare, e pertanto anche CHIARIRE e precisare. E così, ad ogni passaggio debbono seguire - anzi "conseguire" - i suoi opposti e simmetrici aspetti. Il termine "complesso" usato nel campo psicologico inizialmente indicava la difficoltà da perseguire, una volta individuatala nel test di "associazione verbale" di Jung (derivatogli da Ziehen e da lui citato nel "Significato psicopatologico dell'esperimento associativo"), e questa ne è rimasta ancora la tipica accezione - in fondo spregiativa - con cui popolarmente viene usato questo termine. Ma questo termine, che è in fondo un aggettivo /participio sostantivizzato, fu molto più efficacemente scelto da Freud per indicare invece qualcosa che ben presto si rivelò essere non solo un termine metaforico ma un enorme concreto elemento della realtà oggettiva, con lo stesso significato di fondo - unione nella necessaria diversità - come lo è nel caso dei "complessi musicali". Ma se "complesso" rimanendo aggettivo o participio è sinonimo di "complicato", questo termine, trasformato in sostantivo, sarebbe ancora più adatto: dallo svolgersi graduale delle sue "pieghe" tenute insieme - "com-plicate" - possono prendere origine e irradiarsi tutte le possibili vicende di una piena esistenza. Ma i complessi - come lo Yin e lo Yang - si succedono l'un l'altro: se i "complessi" basilari, materiali, interiori - le "radici" di ogni sviluppo esistenziale - sono stati strappati o seccati, i complessi "attivi", i complessi convoglianti esperienze e azioni che dovrebbero riguardare il mondo reale esterno, proseguono già segnati in partenza dai naufragi delle fasi precedenti e possono muoversi solo come "compensazioni" di questi. Senza basi non possono che attuarsi nel corso di tutta la vita in una confusione disorganizzata, priva di segnali di età o di situazione, come in un contesto scolastico di allievi sempre bocciati. Sviluppare capacità cognitive senza le necessarie fondamenta biologico-istintuali? Predisporre una (pseudo-)umanità "in base alle capacità cognitive sviluppate …in massimo grado"...? Non si realizza forse così proprio il concetto di "imbroglio" antitetico a quello di "sviluppo"? (come si legge persino nel Dizionario dei sinonimi e dei Contrari del Tommaseo: Lemma 2327: "SVOLGERE, SVILUPPARE"."Si svolgono le cose volte o rinvolte, si svolgono i germi della vita; si sviluppano le inviluppate. Là dove non vi è inviluppo o viluppo, ivi sviluppare non ha luogo proprio... Tutto ciò che ha vista di cosa involuta o sospetta , o comechessia non piacevole si suole chiamare imbroglio... Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per ingannare o danneggiare altrui..."). L'impostazione generale del sito - in continuo aggiornamento - e dei libri è indirizzata a DESCRIVERE fatti, situazioni, possibilità, NON certo a prescrivere regole, ma comunque sia qualcosa vi viene almeno non imposto ma proposto: un invito pressante anche se indiretto ad OSSERVARE non a"commuoversi" su singoli momenti statici ma a seguire con partecipe attenzione ogni divenire dinamico. Un richiamo anzi a considerare con il massimo rispetto quel basilare divenire dinamico che NON riguarda un nostro accademico "studio dell'età evolutiva", bensì quei "mutamenti nel tempo" che toccano molto da vicino e in un continuum tutti noi come parte di un unico discorso, come storia già attuata o ancora in fieri di ciascuno: ciasuno di noi, sia di chi si sta - ancora - sviluppando sia persino di chi ha raggiunto il termine di una propria vita più o meno ben spesa, più o meno "maturata" o snaturata nelle sue potenzialità. Il titolo precedente del libro "Le faccende domestiche.Ergonomia e psicologi di un VERO lavoro" era "I complessi della casalinga" - edizione Nuova Italia 1974 -, ed è stato cambiato perché equivocabile, in quanto la parola "complessi" viene abitualmente considerata in un'accezione parzialissima, negativa se non addirittura scherzosa. Ma se nel titolo attuale si è così perso il termine freudiano "complessi" come parola-chiave dei passaggi-organizzatori, è stato anche per meglio sottolineare invece - non per niente scritto in maiuscolo - il concetto di "VERO lavoro", per introdurre anche l'idea dell'evolutività del "lavoro" - momento fondamentale inerente a qualsivoglia raggiunta maturità umana -. Il termine "complesso" può, anche se erroneamente, dar adito a un'idea statica, mentre e comunque i termini abbinati "ergonomia" e "psicologia" non possono che indicare scienze dinamiche: lo studio sotteso a questo attuale titolo cerca quindi di indicare (sperando: senza equivoci) come non solo le "persone", ma anche le attività adulte e ogni tipo di lavoro abbiano basi portanti inziali perfin biologicamente programmate, alle quali i "complessi" partecipano in funzione di "organizzatori. In altri termini, entrambi i libri nel loro aspetto speculare: l'uno "dalla parte dei bambini" e "dalla parte degli adulti" l'altro, cercano di contribuire a far considerare le attività umane - e non soltanto gli esseri umani - secondo “paradigmi di sviluppo” che si succedono e si collegano in passaggi diversificati, ma non casuali e disorganizzati, bensì regolari, necessari e consequenziali: come gli individui pure le attitività possono evolvere: partendo da aspetti concreti, corporei e “piccoli” e magari “infantili” fino a potersi "srotolare" verso le più elaborate, “sublimate” e “potenti” forme di partecipazione alla vita associata. Ma, sia che riguardi il singolo privato soggetto sia generali attività o situazioni, il susseguirsi alternante e non lineare di questi passaggi - analogo peraltro alle "materie scolastiche"! - procede da punti di vista e presupposti molto differenti tra di loro persin in apparenza contraddittori; si svolge, - si srotola - in un divenire in apparenza molto irregolare e purtroppo molto spesso per questo molto mal accetto: da cui infiniti inconvenienti se non disastri. Infatti solo in un'ottica non statica e unilaterale i "complessi" possono venir veramente riconosciuti nel presente, come pure individuata la loro evoluzione nel passato di ciascuno e nelle sue conseguenze potenziali, e così possono venir seguiti e assecondati nei percorsi e giravolte attraverso i quali dalla prima infanzia la vita adulta e la vera MATURITA' riescono a espandersi o invece vengono costrette a bloccarsi. Il titolo dell'edizione precedente di "INFANZIA: tempo di mutamenti"rimandava a una raccolta collettiva di conferenze edite sotto il titolo "Violenza contro il bambino"; il titolo attuale, mettendo l'accento sull'importanza di queste fisiologiche disomogenee, discontinue transizioni fondamentali, allude però, anche se indirettamente, alle concrete possibilità di VIOLAZIONI implicite nel disattendere, disturbare, se non impedire la vera, intrinseca regolarità dei passaggi fondanti. E' stato detto che "la follia è l'oblio di un grande dolore...", ma questo non è un destino inesorabile: lentamente e dolorosamente chiunque potrebbe ritrovare la propria completezza e autenticità con il rivivere attivamente proprio quelle passate sensazioni che sembravano intollerabili quando possano venir accettate e coraggiosamente tradotte in ritrovate memorie e esplicitate in ri-attualizzate esperienze. Infatti come lo sviluppo in termini di "futuro" ha per Natura una sua regolarità intrinseca, così questa regolarità fondante può ritrovarsi depositata nella memoria. Niente va perso degli eventi del passato né delle fasi di sviluppo disattese o smentite: in ogni momento tutta la sequenza dei fatti e dei percorsi può venir riattivata verso una maturazione anche ottimale. Ma non sempre, anzi percentualmente ben di rado, questo può avverarsi: troppe sono le forze ambientali e di debolezza e/o malvolere umano che vi si oppongono. Dal grande al piccolo, dall'esterno all'interno... Rileggendo il dialogo, mi rendo conto che anche per me ci andrebbe una sorta di apocalisse, per essere costretto a ricostruire, per non diventare un dinosauro... Ho paura di questo. Così scriveva un giovane medico nel commentare il film "La meglio gioventù" di Marco Tullio Giordana , film nel quale l'argomento "psichiatria" riveste un ruolo abbastanza cruciale: uno dei protagonisti scopre con raccapriccio che una giovane ricoverata in una clinica è stata sottoposta ad elettroshock; è proprio dalla svolta determinata da questo episodio che se ne snodano ed evolvono la trama e le vicende. Questa sorta di "apocalisse" può aver luogo magari con l'aiuto della psicanalisi - che come scienza ufficialmente accreditata dal 1896, data ormai da quasi centootto anni -; ed è vero che, per rientrare nella PROPRIA via in espansione, può esser necessario rompere molto dolorosamente un percorso avvitato su se stesso... E, se solo in un'ottica non statica e unilaterale si può "vedere" direttamente il reale svolgersi dei "complessi" durante lo sviluppo, quanto ben maggiore ampiezza di vedute deve attivarsi per collaborare con la memoria nel far "ritrovare" - e magari così risanare - le varie eventualità in cui ogni "mutamento" si era perso o danneggiato. Troppe forze collettive - e veri "mostri" - vi si oppongono: difatti non solo molti onori vennero conferiti a suo tempo a Cerletti e Bini per l'invenzione dell'elettroshock - la macchina dell'istupidito "oblio" -, ma ancor oggi una circolare ministeriale attualmente in vigore definisce la TEC come "presidio terapeutico di provata efficacia" che quindi ancor oggi viene ben ampiamente utilizzato e valorizzato con l'avallo della legislazione ufficiale. "La circolare del Ministero della Sanità consiglia, su indicazione del Consiglio Superiore di Sanità, l'utilizzo dell'elettroshock nella cura delle seguenti patologie: depressione, mania, disturbo schizofreniforme, schizofrenia, catatonia, sindrome maligna da neurolettici, gravi disturbi mentali in corso di gravidanza, psicosi puerperale." Esistono anche disaccordi: ad esempio Leggi Regionali (Piemonte e Marche) che invitavano a porre comunque dei limiti a quanto è ufficialmente avallato, non solo alle pratiche convulsivanti ma a tutta la psicochirurgia (di cui anche l'inserzione di micro-chips fa parte): "REGIONE PIEMONTE Legge regionale 3 giugno 2002, n. 14. Regolamentazione sull'applicazione della terapia elettroconvulsivante, la lobotomia prefrontale e transorbitale ed altri simili interventi di psicochirurgia. B.U. 6 giugno 2002, n. 23 Ma se le leggi "regionali" in quanto NON SANZIONATORIE avrebbero potuto soltanto invitare a porre dei "limiti", comunque in data 14 novembre tre leggi furono respinte dalla Corte Costituzionale: una di queste è quella sull' elettroshock. E così pure, in pieno ossequio alla "provata efficacia di questo presidio terapeutico", alcune Casse Mutue Malattia come la CASAGIT - quella addirittura dei giornalisti! -, rimborsano ancor oggi totalmente gli elettroshocks mentre invece rifondono poche sedute di psicoterapia e con cifre irrisorie. (Vedi link anche il link interno sull'elettroshock e gli interventi di psicochirurgia, e vedi pure la pagina di un altro sito "Malattie rare in offerta speciale" riguardante le possibilità farmacologiche di ostacolare ogni via di ritrovabili e sviluppabili consapevolezza e memoria.) 2) "Considerate la vostra semenza/ fatti non foste a viver come bruti/ ma per seguir virtute e conoscenza" “INFANZIA: TEMPO DI MUTAMENTI”... Già da tempo avevo notato negli scaffali delle librerie un volumetto della Baldini & Castoldi dal titolo TEMPO DI MUTAMENTI quasi uguale a quello del mio libro. ma NON avrei assolutamente avuto alcunché da obbiettare se questo secondo Tempo di mutamenti avesse soltanto un'analogia nel titolo. Comunque sia, sollecitata a sfogliarlo, mi aspettavo di trovarvi almeno citazioni o segnalazioni o critiche o altro di questi miei - similari - lavori: segnalazioni invece del tutto assenti. Al contrario purtroppo non solo vi ho trovato ampia possibilità di indiretti malintesi, ma sono stata obbligata a notarne ben più gravi incongruità di contenuti, sia per quanto riguarda il mio libro sia per quanto riguarda il mio - anzi i miei: del secondo dirò più avanti - siti Web. Vi ho trovato cioé una trattazione degli STESSI temi - compreso quello del secondo libro e soprattutto del secondo sito Web -, presentati però da un punto di vista concettuale ed operativo completamente differente. E pazienza se fosse stato completamente differente od almeno sinceramente antitetico - il che avrebbe ingenerato meno ambiguità -; ma purtroppo ho dovuto amaramente constatare, che pur partendo da una base in apparenza corrispondente, risulta impostato su mentalità, e indirizzante verso prospettive del tutto OPPOSTE. Se ci si riferisse ai “mezzi”, mi si potrebbe obbiettare che dai concetti di “allevamento”, “sviluppo”, “e-ducazione” (elementi chiave dei miei studi, soprattutto per quanto riguarda le primissime età) conseguono senza dubbio impostazioni ben distinte da quelle derivanti da “istruzione” (elemento fondante di questo “Tempo di mutamenti”): ma è la apparente ANALOGIA di FINALITA’ del tema che risulta peggio che illusoria. Infatti è proprio dalla superficiale somiglianza d’indirizzo programmatico che deriva la gravità intrinseca degli equivoci: in ciascuno dei due “Tempi di mutamenti” viene presentata una prospettiva antropologica di sviluppo umano che, se è in apparenza equiparabile, nella sostanza è talmente divergente da divenire contrastante. Nei "Mutamenti" Baldini&Castoldi si parla genericamente di ipotetici "giovani" di ipotetiche "donne"; ed invece concretamente come dice il titolo stesso "INFANZIA: tempo di mutamenti" descrive e chiarisce dalla parte di chi si sta sviluppando la portata e i significati dei fisiologici - attuati o disturbati - cambiamenti in organizzata differenziazione, in parallelo al concetto di "organizzatori-induttori" chimici dello sviluppo embrionale. Il bambino ha cento lingue e gliene rubano novantanove (vedi più avanti l'intera poesia). Definitoda Newsweek del dicembre 1991 "il miglior asilo di tutto il mondo". In "Diario" anno IX n.7 vedi l'articolo "Signori bambini": Assunta Sarlo, inviata in un bel posto, è andata negli asili di Reggio Emilia, i più belli del mondo, per vedere "l'effetto che fa" la riforma Moratti. Svilupparsi infatti NON è sinonimo di "accrescersi", bensì di "aprire" in successione preordinata quanto era già "in boccio", di "sciogliere" poco per volta le "pieghe" in cui erano avvolte in preparazione le fasi successive, di "srotolare" un potenziale avvoltolato: sviluppo è quello sviluppo che nel "Dizionario dei Sinonimi e contrari" di Niccolò Tommaseo si trova sotto il lemma di "contrario di Imbroglio". (Lemma 2327: "SVOLGERE, SVILUPPARE"."Si svolgono le cose volte o rinvolte, si svolgono i germi della vita; si sviluppano le inviluppate. Là dove non vi è inviluppo o viluppo, ivi sviluppare non ha luogo proprio... Tutto ciò che ha vista di cosa involuta o sospetta , o comechessia non piacevole si suole chiamare imbroglio... Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per ingannare o danneggiare altrui..."). Non si tratta genericamente di proteggere e/o aiutare "i giovani" e "le donne": volontariamente o inconsapevolmenteintere esistenzepossono venir costrette verso percorsi deviati e nefasti stili di vita; anzi per intere popolazioni e generazioni l'essenza stessa della personalità - magari così oramai "psico-civilizzata"! - può venir TARPATA fino a costringerla all'oblio e l'ottundimento , se non annullata nei deliri della "pazzia". "Tutto ciò che ha vista di cosa involuta o sospetta , o comechessia non piacevole si suole chiamare imbroglio... Imbroglioda ultimo vale: frode tramata per ingannare o danneggiare altrui...". 3) LE FACCENDE DOMESTICHE: ERGONOMIA E PSICOLOGIA DI UN VERO LAVORO... In “Tempo di mutamenti” (Baldini&Castoldi) gli argomenti trattati, anzi l’impostazione fondamentale del libro, si aprono in un’altra direzione, in questo caso almeno molto più direttamente e sinceramente OPPOSTA a quanto viene esposto nel libro “Le faccende domestiche.Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro”, dal titolo e stile a se stanti (e non secondo/primo volume del precedente) ma comunque parte integrante di un discorso unitario, non solo perché entrambi presenti nel sopraccitato sito Web. Si tratta della riedizione di un volume - Nuova Italia 1975, con il titolo I complessi della casalinga - ora edito con il titolo più pertinente - “Le faccende domestiche.Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro” -, e di "Infanzia: tempo di mutamenti", pubblicato successivamente che ne è sicuramente il completamento speculare. Entrambi concorrono infatti ad avviare un discorso strutturante: incentrato sui concetti-base di fasi iniziali, sia dalla parte degli adulti, della vita adulta e soprattutto del LAVORO adulto, sia dalla parte di chi in via di sviluppo lo è attualemnteo che di chi questa via l'aveva percorsa tempo prima. Nel file "Le faccende domestiche" si insite sul fatto incontrovertibile che nella casa-home e nella "famiglia", anche se mancante, ciascuno è in un modo o nell'altro impegnato praticamente e soprattutto emotivamente almeno come co-protagonista e vari pasaggi del file Consapevolezza e memoria) . Queste basi possono venir riconosciute seguendone via via lo srotolarsi o l'ingarbugliarsi dei percorsi attraverso i quali la vita adulta e la vera MATURITA' riescono a espandersi o invece sono costrette a bloccarsi, possono venir aiutate o disturbate nei loro divenire in espansione o in rattrapimento, come pure nelle loro conseguenze potenziali sul presente e sulle generazioni future. Già nel titolo si parla di un VERO lavoro, ma anche di "faccende": si tratta cioè di un LAVOROunitario o non piuttosto di una serie più o meno organizzata di "mestieri" e/o di "professioni"? E' significativo che le si chiamino "faccende" dal latino = "cose da farsi" - al plurale? Comunque sia - viste separatamente o nel loro complesso - queste "cose da farsi", e da farsi quotidianamente, non sono attività né irrilevanti né banali, e neppure talmente ovvie da poter venir considerate soltanto come fine a se stesse. Per prima cosa va detto che se le si considera dal lato PSICOLOGICO, cioè dal lato delle "persone" agenti, queste "faccende" si effettuano e configurano situazioni che attingono direttamente da vicino all'INIZIALE NORMALE SVILUPPO bio-sociologico dei normali complessi infantili anch'essi al plurale, anch'essi da vedersi nel loro svolgersi multiforme e, in apparenza, contraddittorio. L'ERGONOMIA studia questi "lavori" in quanto tali nei loro dettagli operativi multiformi e sfaccettati, ma abbinata alla psicologia può anche rivederli nella prospettiva di riconoscerli come elementi costitutivi basilari di ulteriori azioni e realtà, come potenziali inizi di molti e disparati lavori, come PROTOTIPI di molti MESTIERI (manuali) e di molte PROFESSIONI (anche molto "teoriche" e "astratte", e non solo...: fino alle attività più “creative” e quindi a più ampio respiro - dai minuscoli tempi del quotidiano verso tempi futuri estremamente dilatati, come ad esempio l'"immortalità" delle opere d'arte -). dal sublimato al concreto...... dal concreto al sublimato 4) IMPOSTAZIONE “POLITICA”. INTELLIGENZA UMANA e VIOLENZA. Cito dalla quarta di copertina del volume Baldini&Castoldi: “Importante è l’entrata in atto di due vaste categorie a tutt’oggi non coinvolte: quella giovanile e quella femminile del genere umano”... Per ora non commento: di come le mie idee in proposito tendano a discostarsi dalle linee guida di “Tempo di mutamenti”, valga quanto alluso nei precedenti capoversi. Una terza e sostanziale parte del “Tempo di mutamenti” afferma però di occuparsi del tema dell’aggressività, addirittura della “sopravvivenza della specie umana”…: ma questo della VIOLENZA - e non soltanto l'argomento dello sviluppo normale dei bambini e delle origini delle varie attività adulte e del lavoro - è un campo di cui da anni mi sto occupando in modo ATTIVO; da un anno anche con un altro sito Web: un sito-contenitore di links internazionali assolutamente affidabili; un sito difficile, documentato e documentante dati tecnologici; un sito di raccolta di testimonianze e di denuncia attiva: un sito, mio in quanto seguito e prodotto da me, ma di pertinenza dell’Associazione italiana scientifica e giuridica, contro gli abusi mentali, fisici e tecnologici. E ne sono correlate e ne erano già precursori come preparazione ai contenuti, alcune fondamentali pagine interne del sito BAMBINI DI IERI=ADULTI DI OGGI. ADULTI DI OGGI -> ADULTI DI DOMANI: proprio il sito "in concorrenza" o piuttosto in CONFUSIONE con quello che rimanda al libro Tempo di mutamenti. Anni di esperienze professionali, scientifiche e politiche, anni di collegamenti e raccolta di dati concreti e vissuti vi si possono trovare riassunti - o almeno accennati - nelle pagine in italiano ed in inglese: Consapevolezza e memoria, Consciousness and memory , Delgado e Skinner e Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà: dati, collegamenti, esperienze professionali ed altro... poi allargati e sviluppati nelle azioni da cui sarebbe derivata la fondazione dell'Associazione. "Abbiamo bisogno di un programma di neurochirurgia e di un controllo politico della nostra società: suo scopo è il controllo fisico della mente. Si deve poter mutilare chirurgicamente chiunque devia dalla regola data. …. L’uomo non ha il diritto di sviluppare la sua propria mente. Questo tipo di orientamento "liberal" è di grande attrattiva. Noi [invece] dobbiamo controllare il cervello elettricamente. Verrà il giorno quando armate e generali saranno controllati da stimolazioni elettriche del cervello." Behavioral Neurochemistry: Proceedings by Jose Manuel Rodrigue Delgado, F. V. Defeudis La felicidad by Jose Delgado Vedi anche - in inglese - la: PSICOCORREZIONE di Igor Smirnov RUSSIAN UNIVERSITY OF PEOPLES FRIENDSHIP AND PSYCHOTECHNOLOGY RESEARCH INSTITUTE PSYCHOTECHNOLOGIES SYMPOSIUM 04/30/2002 Conclusioni sostanziali: Leggo nella quarta di copertina del volume Baldini&Castoldi: "E’ urgente attuare una totale revisione dei sistemi educativi e didattici dell'infanzia, e altrettanto importante è l’entrata in atto di due vaste categorie a tutt’oggi non coinvolte: quella giovanile e quella femminile del genere umano. All’inizio del terzo millennio, queste stesse capacità devono entrare in gioco per conseguire la vittoria nella partita in atto: la sopravvivenza della specie umana". Mentre nella seconda di copertina si legge: "questa rotta verso il suicidio è fissata in modo irreversibile, o è ancora possibile correre ai ripari e arrestarla, essendo l’uomo un primate intelligente che agisce…. in base alle sue capacità cognitive sviluppate in lui in massimo grado?" Così come, introduttiva al 15° capitolo, si trova un’affermazione di William (?) - Wilhelm!!! - Reich (da "Psicologia di massa del fascismo") secondo una citazione arbitraria, non solo mal tradotta ma sicuramente estrapolata dal suo vero contesto e avulsa dalle sue reali connessioni (la "repressione degli istinti" così in antitesi con le teorie Reichiane!): "Il progetto esige l’estirpazione dell’irrazionale dalle masse umane ai fini di ristabilire la loro capacità di essere responsabili e libere" In realtà in questo libro, Reich sostiene che il fascismo, lungi dall'essere la concretizzazione di una caratteristica specifica di certune nazionalità, o l'imposizione da parte di una fazione politica su un popolo "innocente", è piuttosto l'espressione della struttura caratteriale irrazionale dell'uomo medio, che da migliaia di anni vede repressi i suoi impulsi primari. La tesi fondante del libro è che ogni forma di misticismo organizzato si basi sui desideri delle masse SCHIACCIATI dal meccanismo autoritario della civilizzazione. (vedine la presentazione in UNILIBRO.). (Vedi altresì il bando del Premio Educazione e pace indetto ogni due anni dall'Ente Internazionale Montessori) "Cercando notizie sull'attacco di Hitler alla Polonia nel '39 si possono leggere queste parole che fanno pensare: "Dalle ore 5,45 rispondiamo al fuoco... Colui che di propria iniziativa si distacca dalle regole di condotta di questa guerra umanitaria, non può aspettarsi da noi null'altro che un ugual trattamento. Condurrò questa battaglia, contro chiunque, fino a quando i diritti non saranno garantiti". Discorso alla Nazione di Hitler, 01.09.39 In apparenza e secondo luoghi comuni il massimo dell'irrazionale è la "pazzia", anche se invece i suoi percorsi effettivi risultano al culmine della deprivazione e restringimento dell'esistenza. Ma se "la pazzia è l'oblio di un grande dolore..." certo è però che non solo veri e propri "sintomi clinici" possono cercar di mascherare o coprire ogni danno, ogni dolore: molto più sovente queste mutilazioni dell'essere vengono attuate in nefasti stili di vita, con grossolani contorni di pseudo-sentimenti "altissimi" o "bassissimi", e di azioni e comportamenti ad essi correlati. L'ottundimento difensivo una volta e comunque attivato (sia ben chiaro: in modo del tutto INCONSCIO) dà inesorabilmente luogo ad una serie di circoli viziosi che investono la personalità tutta: oltre alla memoria, si deteriorarano anche la coscienza di se stessi e la comunicazione con gli altri, la propria - così come l'altrui - dignità, e la sensibilità ai DIRITTI e ai TORTI. I bisogni disattesi stravolgono la dinamica interna degli ISTINTI VITALI, nell'armonica sequenza del rapporto tra loro e con l'esterno della costellazione del sistema ormonale e dei neuromediatori;e sono proprio queste mancanze questedisarmonie, questeimpreparazioni pseudo-compensate - e NON certo l'IRRAZIONALE - a svoltare in modo rigido e unilaterale in disponibilità ad assecondare fallaci lusinghe e/o minacce ("il bastone e la carota"). La sensazione di "privazione" e disagio richiedono vicinanza e approvazione purchessia e quindi per pura apposizione informe tendono ad agglomerarsi nel costituire "irrazionali masse"...; fragilità, incompletezza, mancate esperienze e aperture, inadeguatezza esistenziale ecc.... conseguenti a traumi e bisogni disattesi, a tappe evolutive saltate o rinnegate, se corredate dal loro "oblio" in compensazioni fasulle si manifestano in complementari suscettibilità, pretese, interpretazioni della realtà ridotte ad esasperate differenze autoreferenziali solo quantitative e immutabili (definite per sempre in concetti STATICI di INFERIORITA' e/o "superiorità"). Questi deboli e minorati "inferiori" divengono così - e in "massa"! - oltremodo facile preda di chi - ammirato come "potente" - vuol assoggettarli lusingando, ma allo stesso tempo invidiosi e inferociti risultano sempre pronti a ulteriori rivendicazioni, che indirizzano a ulteriori spersonalizzazioni: assoggettamento e corrività verso i "più" assieme a maldisposizione fino ai maltrattamenti senza "rimorsi" verso i "meno" e i "diversi". Ed è così che ricerche non evolutive ma "miracolistiche" di ECCEZIONALITA' si aprono su scenari di aspettative a-critiche, di speranze vane aggiungendo disgrazia collettiva a disgrazia personale. Non l'"inconscio" come tale ma la COMPENSAZIONE fallimentare delle mancanze permette che "ogni forma di misticismo organizzato" si basi e si nutra dei "desideri delle masse SCHIACCIATI dal meccanismo autoritario della civilizzazione": ed allora dobbiamo contribuire ad "estirpare l'irrazionale" come un dente cariato invece di curarlo? e proprio quando è già stata tanto deteriorata la sorgente primaria delle energie e sensibilità biologicamente ISTINTIVE? (Vedi questo concetto espresso in termini più espliciti nel paragrafo introduttivo del file "Malattie rare in offerta speciale"). "E’ urgente attuare una totale revisione dei sistemi educativi e didattici dell’infanzia, e altrettanto importante è l’entrata in atto di due vaste categorie a tutt’oggi non coinvolte: quella giovanile e quella femminile del genere umano....Esiste in fisica e ne è stato mutuato anche nelle scienze sociali un termine efficacissimo - RESILIENZA - che è l'esatto opposto di "fragilità": rigida conseguenza di "crescite" attuate per ristretta sovrapposizione e non in differenziati, evolutivi e diffusi "sviluppi". Il dizionario di Zingarelli designa la “capacità di un materiale di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi”. Da qualche anno le scienze sociali hanno mutuato questo termine al vocabolario scientifico per trattare di una particolare categoria di persone: i resilienti, appunto. Coloro che sono stati capaci di rifarsi una vita. La resilienza è in questo caso la capacità di un individuo di superare un grosso trauma per ricostruirsi un futuro a dispetto di quanto subito. un processo di resilienza è facilitato da due fattori che interagiscono tra loro. Il primo è quello della memoria:un individuo che tende a rimuovere, o a banalizzare, la sofferenza vissuta, difficilmente riesce a superarla. Riconoscere la propria sofferenza e riconoscersi come feriti da essa è dunque il primo passo condivisione: la condivisione delle proprie difficoltà, innanzitutto e del processo di rinnovamento, in seguito. costruirsi significa, dunque, affrontare il proprio passato senza cancellare non solo la sofferenza subita, ma anche quella generata. (Passi tratti dalla: "Conferenza di Ginevra sulla "resilienza" 29 agosto - 1 settembre 2002). "La resilienza é piú della semplice capacitá di resistere alla distruzione proteggendoci da circostanze difficili, é in ugual modo la possibilitá di reagire positivamente a scapito delle difficoltá e la voglia di costruire utilizzando la forza interiore propria degli esseri umani. Non é solo sopravvivere a tutti i costi, ma l'abilità di usare l'esperienza appresa dalle situazioni difficili per impiegarla in processi trasformativi e di recupero"..: Citazione dalla presentazione italiana - edita nei mesi prossimi - del libro Mental Health Problems and Young People: Concepts and Practice by Louise Rowling, Graham Martin, Lyn Walker LA PROMOZIONE DELLA SALUTE MENTALE E I GIOVANI Teorie e pratiche Ed. McGraw-Hill italiana a cura di Alessandro Grispini e Pompeo Martelli Presentazione di Michele Tansella Ma se il concetto di RESILIENZA "è piú della semplice capacità di resistere alla distruzione proteggendoci da circostanze difficili...[bisogna] incominciare a diffondere il concetto di resilienza per contribuire alla comprensione del fatto che ogni persona possiede questa caratteristica, ma da tutti noi dipende che possa essere sviluppata, se ci concediamo mutualmente la possibilitá di farlo." (Vedi articolo "Resilienza"). "l’uomo un primate intelligente che agisce…. in base alle sue capacità cognitive sviluppate in lui in massimo grado..." e da sviluppare ulteriormente? Che è quasi come equivocare il concetto di resilienza con l'accezione meccanicistica di "non fare una piega", e non con "la capacità di rispondere alle avversità in modo costruttivo [che] presuppone la disponibilità a lasciarsi 'ammaccare' dagli avvenimenti, tollerando il dolore quanto basta per elaborare una risposta trasformativa (di sé e della situazione urtante)": risposta trasformativa anche istintuale ed emotiva che NON conduce certamente alla restaurazione dello stato iniziale, ma ad un superiore e più EVOLUTO livello di maturazione, solidità e consapevolezza esperienziale. Per quanto riguarda le difformità di idee attinenti alle categorie dei giovani e delle donne oltre ai concetti citati sopra e mutuati da altre sedi, rimando ai precedenti paragrafi; ma comunque sia considero assolutamente INACCETTABILE la proposta che la salvezza della specie umana possa giungere in base alle capacità cognitive sviluppate in massimo grado" : e tanto più sconcertata mi trovo a proposito dell’assoluta incompatibilità fra i concetti ivi espressi e contenuti programmatici basilari presenti: #a) nelle pagine del libro "Infanzia: tempo di mutamenti" (che non per niente nella precedente edizione aveva come sottotitolo "La violenza contro il bambino"), #b) nello Statuto dell’Associazione, #c) nell’attività della stessa: #1) contro condotte, apparentemente “legali” oltre che contro forme velatamente o dichiaratamente criminali comunque condizionanti la libertà fisica e mentale dell'uomo nelle sue manifestazioni di conoscenza, di formazione della volontà e azione; #2) contro condizionamenti mentali e fisici dell'essere umano anche mediante abusi criminosi su MINORI #3) contro condotte velatamente o dichiaratamente illecite associative: segrete o settarie, #d) nella loro divulgazione sui siti. Per spiegarmi meglio: libri, siti e ancor più Associazione, e ancor più attività - e rischi - dei partecipanti non solo sono sicuramente ben dissonanti dalle considerazioni genericamente didascaliche "buoniste", insite nella terza parte del libro "Tempo di mutamenti". Il concetto generico di "masse" vi viene infatti studiato e analizzato come manifestazione "settaria" da ricondurre a "condizionamenti" attivi miranti a PRIVARE della VOLONTA': ma se si tratta della "privazione" di una facoltà dove poter collocare invece prese di posizione come "estirpazione dell’irrazionale" ed esaltazione acritica delle "capacità cognitive"? Come accettare che il titolo "Tempo di mutamenti" possa trarre in inganno i potenziali lettori? o navigatori del sito? inducendoli a confondere i concetti ivi espressi con quelli del mio/miei libri, con quelli del mio/miei siti? Come difendermi da MALINTESI che possono diventare gravissimi data l’estrema delicatezza - se non pericolosità - delle mie ricerche, dei miei consulenti, di quanto poi espresso nei mei lavori? (Vedi in Presentazione : "esperienza e sagggezza" ). Come pensare di salvare l'umanità estirpando l'irrazionale o addirittura esaltando le capacità cognitive? Col favorire semplicisticamente la mera "acculturazione" dei diseredati? Che cosa dice qualcun altro in proposito? Callari Galli Matilde - Harrison Gualtiero Né leggere, né scrivere ed.Meltemi 1997 ISBN 8886479263 è un "libro scandalo che costrinse la gaudente Italia a specchiarsi nella prima inchiesta antropologica sull'analfabetismo... Libro/scandalo e insieme libro/Cassandra:"Né leggere né scrivere" è uno di quei libri che intravedono il futuro...."(citazione da la quarta di copertina). (Vedi anche "Lettera a una professoressa " di don Lorenzo Milani.) E comunque se non sono di sicuro nè economicamente poveri, nè tanto meno "incolti" gli "scienziati" presi in giro in Infanzia: eziologia & trattamento, cosa pensare di quelli che seriamente si "occupano" di prescrivere farmaci per la Sindrome da deficit di attenzione e iperattività o - peggio ancora - propugnano una falsa serenità a tutti i costi (e "costi" veri: economicamente pesanti)? E non è una presa in giro, ma un concetto ben radicato fra certe "menti raffinatissime" quello di una "felicità" asettica ed astratta determinata dalla neutralizzazione di ogni contraddizione (come sarcasticamente descritto nel libro Mondo nuovo - Ritorno al mondo nuovo di Aldous Huxley): non per niente l'autore di Genesi e libertà della mente. Verso un dominio delle facoltà mentali e di Behavioral Neurochemistry: Proceedings ha scritto anche un libro dal suggestivo titolo La felicidad!). E per spiegare ancor meglio il mio turbamento vorrei chiedere: chi - se non i veri, nascosti "Signori della guerra" (e/o della "grande malavita") - si vale di "menti raffinatissime" e di "capacità cognitive sviluppate in massimo grado"??? E considerando un passato non troppo remoto: che dire di terribili nefandezze e disastri attuati - anche con grandissima capacità tecniche e organizzative - da Nazioni di ben consolidato e avanzatissimo livello Culturale (con la "C" maiuscola) quali Italia, Germania (e Giappone)? E cosa dobbiamo allora aspettarci dalle più avanzate Culture del presente, anche in vista di un magari molto prossimo futuro? Come - se seguissimo la citazione arbitraria di "William" Reich - possiamo sentir parlare senza rabbrividire di "estirpazione dell’irrazionale" da ipotetiche "masse", senza considerare gli individui che le compongono e quelli che le corrompono e/o istigano? E sia per i popoli che per gli individui: a chi compete l'epiteto di "irrazionale" e rispettivamente di "razionale"? Quanto è ... peggiore l'"irrazionale semplicità del bene" rispetto alla fredda razionalità della "banalità del male" sia come attuazioni che come disinformazioni che come omertosi disinteressamenti? Salvare l'umanità estirpando l'irrazionale addirittura esaltandone le sole capacità cognitive? Come possiamo prescindere dal fatto ormai notorio che in ambienti di alta "civiltà" e censo si sta studiando (e con profitto!) il concetto del "brain as battlefield" - IL CERVELLO UMANO COME PRINCIPALE CAMPO DI BATTAGLIA? E questo anche dopo aver conosciuto un "11 settembre" - e non solo - con la sua assoluta precisione attuativa? "Abbiamo bisogno di un programma di neurochirurgia e di un controllo politico della nostra società: suo scopo è il controllo fisico della mente. Si deve poter mutilare chirugicamente chiunque devia dalla regola data. …. L’uomo non ha il diritto di sviluppare la sua propria mente. Dr. José Delgado Congression Record No. 26, Vol. 118 February 24, 1974 (MKULTRA experimenter who demonstrated a radio-controlled bull on CNN in 1985) Director of Neuropsichiatry Yale University Medical School 5) AGGIORNAMENTO (a proposito de "La meglio gioventù" di Marco Tullio Giordana) Negli anni sessanta Pier Paolo Pasolini - autore del libro "La meglio gioventù" - scriveva "Le persone che amo di più sono quelle assolutamente semplici. Un analfabeta ha sempre una certa grazia, che si perde attraverso la cultura. Poi la si ritrova ad un altrissimo grado di cultura, ma la cultura media,... è sempre corruttrice" Uno scambio di mails con commenti e considerazioni di un giovane medico a proposito del film di Marco Tullio Giordana: "La meglio gioventù", ad iniziare da un dialogo tratto dal film. (Per semplificare la lettura verranno usati caratteri diversi per indicare le tre fonti: le citazioni e ciascuno dei due autori delle mails, con i margini di tutte le frasi di citazione spostati a destra.) Professore di Patologia: "lei ha qualche ambizione?" Studente: "beh..non so..." Professore incalzante: "le do un consiglio, vada via dall'Italia, lasci questo Paese finché può. Cosa vuole fare: il chirurgo?" Studente: "veramente non ho ancora pensato" Professore: "Vada via, vada a studiare a Londra, Parigi! Vada in America!. L'Italia è un Paese da distruggere, bello ma inutile, destinato a morire" Studente : "cioè secondo lei tra poco ci sarà un'apocalisse?" Professore: "e magari ci fosse almeno saremmo costretti tutti a ricostruire. Invece qui rimane tutto immobile fermo, in mano ai dinosauri" Studente: "ma allora perchË lei non se ne và?" Professore: "Ma come perchè? Io sono uno di quei dinosauri da distruggere" Il dialogo in particolare si svolge durante un esame di Medicina, nell'Italia degli anni sessanta (forse prima del '68). Ma la frase e il dialogo (l'attore che fa il docente è molto convincente) mi hanno colpito. Come se al posto dello studente ci fossi io, ma come se, a differenza di quello del film, mi trovassi in pieno accordo con quelle parole. Supponiamo che quel dialogo sia realmente esistito, non crede che oggi, trentacinque anni dopo, quelle profezie si siano avverate. Il senso di immobilismo, ma soprattutto la sfiducia e questo Paese dove la democrazia è solo parola, dove tutto sembra improvvisato. Lo so sembrano frasi fatte, ma io penso sia così realmente, qui non mi trovo, non conosco altre realtà certo, ma il mio Paese non mi piace. Si ricorda a proposito della mail in cui dicevo che nessuno prende le cose sul serio? Ecco, E' come se questa fosse come una malattia endemica. Io ho bisogno del contrario, di serietà, di sapere su chi si può contare, di persone che conoscono il senso di responsabilità. La sensazione che fuori dall'Italia, questo sia più diffuso, E' solo una sensazione, appunto, ma bisognerebbe provare per capire! Dal grande al piccolo, dall'esterno all'interno... Rileggendo il dialogo, mi rendo conto che anche per me ci andrebbe una sorta di apocalisse, per essere costretto a ricostruire, per non diventare un dinosauro... Ho paura di questo. .."Dal grande al piccolo, dall'esterno all'interno... essere costretto a ricostruire, per non diventare un dinosauro...": Sul piano individuale questa sorta di Apocalisse (comunque possibile sempre e a chiunque) da ben più di un secolo (ufficialmente dal 1896) è stata proposta e pubblicamente accettata come teoria e come pratica terapeutica scientificamente codificate. Come una sorta di, sebbene incruenta, difficile e DOLOROSA "terapia chirurgica ricostruttiva" la PSICANALISI può restituire (beninteso: a chi lo voglia) la pienezza della PROPRIAvera essenza, può riattivare i passaggi mancati: e così riattivare ogni vera successiva apertura di esistenza, in una direzione opposta a quella distruttiva neurochirurgica di controllo politico propugnata da Delgado - cruenta, e ipocritamente inneggiante alla "felicità" assieme alla "psicocivilizzazione" -. E' stato detto - Nietzsche ne "La gaia scienza" - che "la pazzia è l'oblio di un grande dolore..."; però lentamente e con grandi sofferenze chiunque potrebbe ritrovare e venir aiutato a ritrovare la propria completezza e autenticità. Il rivivere attivamente proprio quelle passate sensazioni che sembravano intollerabili: le memorie ritrovate, esplicitate e coraggiosamente ri-attualizzate, tradotte in - ora accettate - sensazioni possono ridare un vero SENSO all'esistenza, e una sostanziale saggezza nel ritrasformarsi in vissute, arricchenti ESPERIENZE. Dall'ottundimento e/o dall'oblio si può giungere alla completa "pazzia" e da questa uscirne rinnovati, ma qualcosa di disturbante da nascondere , qualcosa di destrutturante l'esistenza - propria e altrui - può però realizzarsi anche da altri meno pittoreschi presupposti: sia derivare da esperienze "esterne", cioè dall'insopportabilità di fatti accaduti, sia altrettanto da soggettivamente intollerabili "esperienze" interne. E' stato detto: "La pazzia è l'oblio di un grande dolore"...; ma, se mal accetto, da questo grande dolore possono continuare a nascerne altri: nell'ottuso oblio ecco ritrovarsi anche quel "sonno della ragione [che] genera mostri" e non solo nel presente, non solo nell'esistenza di una singola persona. Ma se i "traumi", il "grande dolore" iniziale rimossi o rinnegati, quando non ancora peggiorati dal mancato appoggio o dal contrasto con il mondo circostante, lasciano una falla, una debolezza strutturale nella personalità, altre ancora possono essere le cause di difettosi sviluppi e di diffusione di "mostri". Il senso di immobilismo, ma soprattutto la sfiducia e questo Paese dove la democrazia è solo parola, dove tutto sembra improvvisato.... ... Ecco, E' come se questa fosse come una malattia endemica. Io ho bisogno del contrario, di serietà, di sapere su chi si può contare, di persone che conoscono il senso di responsabilità. Analogamente alla funzione degli "organizzatori-induttori"dello sviluppo embrionale esistono infatti precisi bisogni psicologici e/o ambientali (nota bene: "BISOGNI" non "desideri") che se non appagati producono precise, determinate, strutturanti CARENZE. Ecco un nuovo "mostro", che può avviare a valanga una catena di errori in peggioramento successivo. Ecco che da allora, in un circolo vizioso avvitato su sé stesso, queste "disorganizzazioni" possono continuare ad aggravarsi verso vie patologiche a loro volta aperte a diramarsi al di fuori della persona singola fino a travolgere - nel presente, ma spesso ben oltre anche nel futuro - intere esistenze: la propria e molte altrui. Ecco allora che il tutto precipita in questa "malattia endemica" ad opera - soltanto (?) - di emozioni considerate come inaccettabili perché troppo in contraddizione con altre emozioni, con altre possibilità dell'esistenza, con una visione unitaria ma ristretta della propria individualità (...i dinosauri...), con conflitti insormontabili tra gli affetti e se stessi, con il bisogno di appartenenza in contraddizione con passate - o prospettabili - situazioni e possibilità proprie; con idee da cancellare, tra ambizione ed evitamento dell'insuccesso, nella contradditorietà tra progetti di attuabilità incerta e voglia passiva e dipendente di delegare ad altri il soddisfacimento dei propri desideri,ecc. ecc. ...anche per me ci andrebbe una sorta di apocalisse, per essere costretto a ricostruire, per non diventare un dinosauro... Ho paura di questo. Dall'ottundimento e/o dall'oblio, dalla fragilità dovuta a gravi carenze e persino dalla completa "pazzia" si può uscirne rinnovati, ma è alla base della grande SCOPERTA, del grande regalo datoci da Freud - la PSICANALISI -, l'EQUIPARARE la cura dei pazienti sofferenti per accadimenti traumatizzanti a quella destinata a chi è danneggiato da conflitti interni (vedi l'antitesi: "imbroglio/sviluppo" al lemma 2327 del Dizionario dei sinonimi e contrari), e/o da emozioni soggettivamente inaccettate. (Proprio questo riconquistato rispetto per entrambe le situazioni ha permesso un così enorme progresso nella teoria e nella pratica; e da allora non solo offre una così valida possibilità agli psichiatri di ottenere vere guarigioni e propone più precise possibilità di cura alla medicina nel suo insieme, ma garantisce anche continui apporti concreti al generale bagaglio della scienza tutta.) Ma non curati, mal-trattati, anzi incrementati i "mostri" generano mostri ed ancora mostri: e mostri ingannatori, squalificanti, offensivi e svilenti, omertosamente minacciosi per coprire misfatti presenti e/o passati. Veri bisogni non appagati, fasi di sviluppo tarpate o distorte producono precise, determinate, strutturanti CARENZE. Ecco nuovi "mostri", che avviano a valanga una catena di errori in peggioramento successivo. "Imbroglio significa non solo disordine ma confusione, ciò che imbroglia fa più che imbarazzare, non solo rallenta le operazioni ma le difficulta, o mescola le cose in modo da non netrovare il bandolo di leggieri"... E così in un circolo vizioso avvitato su sé stesso, ecco i problemi delle "esistenze difettose" diramarsi al di fuori della persona singola fino a travolgere - nel presente, ma spesso ben oltre anche nel futuro - intere esistenze: la propria e molte altrui.... Molte altrui? Dal grande al piccolo, dall'esterno all'interno... e viceversa: "dal piccolo al grande, dall'interno all'esterno..." Sul piano pubblico è stato detto che le "guerre sono l'igiene dei popoli": non è vero in quanto è ben probabile che avvengano come una specie di beffardo accordo tra pseudo-contendenti come nel libro di George Orwell "1984". Igiene o meno, apocalisse ricostruttiva o redenzione solo annunciata...: però era vera l'atmosfera di grande entusiasmo del dopoguerra degli anni 1945, '46, '47, atmosfera finita anzi precipitata in Italia e nel mondo circa nel '48; come al contrario già precipitati in guerre, disordini, dittature, stragi... erano stati i vari momenti storici di entusiasmo e anelito verso migliori e più giuste condizioni di vita e di grandi chiarificatori progressi della scienza e delle tecnologie (come alla fine dell'800 e agli inizi del '900) e durante le entusiasmanti evoluzioni e cambiamenti epocali nel tenore di vita e nella mentalità familiare (come agli inizi degli anni '70, ed anche degli anni '90). (Vedi Ronnie Laing- "La Politica dell'Esperienza" citato nella pagina "consapevolezza e memoria".) Ho appena rivisto la scena, e nell'ascoltare le parole del professore è come se avessi colto in lui la paura di quel ragazzo giovane e promettente, la paura che ragazzi giovani potessero in qualche modo preparare il suo "funerale". Lui stesso si definisce un dinosauro da distruggere. Sono gli anni che precedono il sessantotto e forse in previsione di quello che sarebbe successo, la paura dei dinosauri è comprensibile, come comprensibile è il desiderio di allontanare il "nuovo". Come possiamo allora sentir parlare senza rabbrividire di "estirpazione dell’irrazionale"- secondo la citazione arbitraria di "William" Reich -? e non sarebbe meglio invece citare: "brain as battlefield" - il CERVELLO UMANO COME PRINCIPALE CAMPO DI BATTAGLIA - secondo molte diffuse segnalazioni? "Abbiamo bisogno di un programma di neurochirurgia e di un controllo politico della nostra società: suo scopo è il controllo fisico della mente. Si deve poter mutilare chirugicamente chiunque devia dalla regola data…. L’uomo non ha il diritto di sviluppare la sua propria mente...." Sul piano personale, il ricordo del rapimento Moro (avevo nove anni), mi dava l'idea di una sorta di pericolo diffuso, scarsamente identificabile (anche se allora si parlavadelle BR come fossero l'unico antagonista dello Stato democratico) ma comunque percepito (ricordo le maestre, i bidelli preoccupati, le persone incontrate per strada...) oggi non sembra più così. E' come se il personale di tutti abbia preso il sopravvento e il piccolo mondo famigliare renda invisibile ciò che succede fuori. La mia famiglia potrebbe essere un esempio per chi dice che in fondo la televisione non è il male. Loro sono figli più della radio che della televisione. Però sono nati e cresciuti sotto una dittatura che seppur feroce non è stata percepita come pericolo, ma come opportunità (le marce fasciste, i balilla, i vestiti nuovi per chi partecipava, l'orgoglio nazionale). Una propaganda che li ha in un certo senso ammaliati (più mia madre di mio padre) e convinti che tutto era normale. Nemmeno la guerra li ha svegliati a dimostrazione che il lavoro di smuovere le coscienze è molto più duro che addormentarle.... Ho paura come a nove anni, capisco lo sconcerto e la paura di S. di tre [vedendo le immagini della strage sui treni in Spagna] e la serietà di R. a undici anni. Capisco come gli adulti spesso si rendano poco o per nulla conto di quello che gli accade intorno (non tutti per fortuna) e come di conseguenza prendano con superficialità e ignoranza i timori giustificati di un bambino! Mi ha colpita molto e permesso di puntualizzare meglio questi concetti un'idea chiarificatrice riassumibile nelle ultime frasi di un articolo di Mimmo Candito "I peccati capitali del governo Erdogan" su La Stampa del 21 novembre 2003 : Le bombe di Istambul sono messaggi minacciosi per la politica di moderazione del partito islamico Akp, che è un acronimo dove la parola "giustizia" si accompagna alla parola "sviluppo". Il fondamentalismo non ama questa accoppiata, la sua giustizia è un cielo lontano dal tempo e dalla storia degli uomini. Da La Stampa di lunedì 6 settembre 2004 - pag.4: Gli INNOCENTI. Quando la guerra non risparmia i bambini , da un articolo di Domenico Quirico I bambini sono tornati ad essere pagine bianche su cui si possono scrivere tutti i copioni fissati dai crudeli ingegneri delle anime. Julius Hallevorden luminare della medicina nella Germania nazista considerava i loro cervelli "materiale mraviglioso". Lugubre e terribile espressione. Perché Hitler trasformava la notazione scientifica nella richiesta, brutale, di creare procedimenti che sfornassero bambini geneticamente nazisti, che presidiassero il feroce futuro del Reich millenario. Che si definiscano di destra o di sinistra, cattolici o puritani, islamici o israeliani-doc... in molti rivendicano la propria superiore "bontà" e dichiarano "male assoluto" il contrapposto...: ma è quasi facile definitivamente appurare che il VERO NEMICO di questi "dinosauri" è lo SVILUPPO , quello sviluppo che nel Dizionario dei Sinonimi e contrari" del Tommaseo si trova sotto il lemma di "contrario di Imbroglio". (Lemma 2327: "SVOLGERE,SVILUPPARE": Si svolgono le cose volte o rinvolte, si svolgono i germi della vita; si sviluppano le inviluppate. Là dove non è inviluppo o viluppo, ivi sviluppare non ha luogo proprio. Lo sviluppare è meno facile dello svolgere....Nel viluppo c'entra spesso mala intenzione; l'imbroglio può essere effetto pur di poca accortezza , di mente disordinata IMBROGLIO.Imbroglio significa non solo disordine ma confusione, ciò che imbroglia fa più che imbarazzare, non solo rallenta le operazioni ma le difficulta, o mescola le cose in modo da non netrovare il bandolo di leggieri...Tutto ciò che ha vista di cosa involuta o sospetta , o comechessia non piacevole si suole chiamare imbroglio... Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per ingannare o danneggiare altrui.... Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per ingannare o danneggiare altrui...: il vero nemico sono... quindi i bambini, sono i giovani; per i baroni delle cattedre sono gli studenti capaci: il vero "Asse del Male" per i dinosauri è tutto quanto è "nuovo" e in "rinnovamento", tutto quanto è in SVILUPPO, in multiforme APERTURA; ed anche in DIFFERENZIAZIONE, anche in chiarificazioni successive, in scoperte e ampliamenti...: come dice la poesia dei "cento linguaggi" di Loris Malaguzzi. "Estirpazione dell’irrazionale" ed esaltazione acritica delle "capacità cognitive"...: non suona come un vero schiaffo, una vera sconfessione degli enormi valori di apertura e conoscenza latenti nell'"infanzia" (Là dove non vi è inviluppo o viluppo, ivi sviluppare non ha luogo proprio...) , nell'infanzia come "valore in sé", nell'infanzia come presupposto e "deposito" delle vitali potenzialità di ognuno? (Vedi in Presentazione : "esperienza e sagggezza" e "somme guide"). "Estirpando l'irrazionale" non si fa altro che aggiungere danno e spregio alla vera ragione, trasformandola in un vuoto,saccente cicaleccio: non si aggiungono "capacità cognitive" semplicemente si rubano i novantanove linguaggi della poesia di Malaguzzi. (il bambino dice: invece il cento c'è). Il bambino è fatto di cento. Il bambino ha cento lingue cento mani cento pensieri cento modi di pensare di giocare e di parlare cento sempre cento modi di ascoltare di stupire di amare cento allegrie per cantare e capire cento mondi da scoprire cento mondi da inventare cento mondi da sognare. Il bambino ha cento lingue (e poi cento cento cento) ma gliene rubano novantanove. La scuola e la cultura gli separano la testa dal corpo. Gli dicono: di pensare senza mani di fare senza testa di ascoltare e di non parlare di capire senza allegrie di amare e di stupirsi solo a Pasqua e a Natale. Gli dicono: di scoprire il mondo che già c'è e di cento gliene rubano novantanove. Gli dicono: che il gioco e il lavoro la realtà e la fantasia la scienza e l'immaginazione il cielo e la terra la ragione e il sogno sono cose che non stanno insieme. Gli dicono insomma che il cento non c'è. Il bambino dice: invece il cento c'è. Loris Malaguzzi "Là dove non è inviluppo o viluppo, ivi sviluppare non ha luogo proprio...":"infanzia", la lunghissima infanzia della specie umana, e il suo "sviluppo" che non potrebbe aver luogo se non aprendosi da un precedente "inviluppo" e devono realizzarsi attraverso varietà di percorsi. "Mutamenti" - al plurale - non può semplicemente indicare "trasformazione", per non venir equivocato come semplice cambiamento da una modalità (se non "da una "moda"!) ad un'altra. Ecco perchè è così essenziale aver dedicato questo file alla puntualizzazione ed alla difesa della significatività del titolo Infanzia: tempo di mutamenti, a sua volta imprescindibile come contenuto ad un allargamento sulla "complessità" nelle sue possibili evoluzioni. Il vero nemico è tutto quanto (come il bambino della favola del Re nudo) può, aprendo alla chiarezza, smascherare gli imbrogli. Il vero nemico è tutto quanto è "diverso" e in "diversificazione", è tutto quanto appunto perché differente e differenziato diventa imprevedibile e fuori dal "razionale" controllo. Il vero nemico è il TEMPO in quanto non permettte di pianificare arbitrariamente il FUTURO e che obbligherebbe a tener di continuo conto di quanto è PASSATO: e così veri nemici sono ulteriormente i bambini, in quanto con le loro modificazioni continue e con le loro aperture su nuovi orizzonti generazionali rappresentano nei tempi immobili e morti dei dinosauri degli imprescindibili MARCA-TEMPO. Per ognuno ogni preciso ricordo del passato e delle sensazioni provate, la piena accettazione e conferma della propria infanzia è alla base di ogni esperienza vissuta: da cui vera SAGGEZZA; da cui capacità successiva di apprendere e assimilare; da cui profondità e apertura di vedute e"spessore" della personalità (sinonimi per ogni dato momento di maturità); da cui VOLONTA' capace di scelte autonome e di rifiuti; da cui giustizia e capacità di riconoscere e valutare i DIRITTI come antitetici di TORTI; da cui "umanità" e , per conoscenza diretta, consapevole od istintiva che sia (la "semplicità del bene") partecipazione al sentire altrui e alle altrui necessità. In una visuale dinamica, questa continuativa, migliore chiarezza sul presente e su se stessi si apre quindi sul succedersi delle cause e conseguenze, e così sul valore e significato dei propri - ed altrui - atti e quindi delle proprie e altrui RESPONSABILITA': in un concetto di responsabilità NON sinonimo di obbligo verso qualcuno da non disattettendere, né di ricerca di apprezzamento, ma come valutazione concreta e coerente e impersonale delle conseguenze dirette o indirette dei propri atti e delle proprie omissioni. Un'altra parola chiave essenziale è quindi "giustizia" che è anche "serietà" e CONSAPEVOLEZZA, il che non vuol certo dire semplicemente "capacità cognitive", ma molto spesso anzi sgorga da una legge morale intrinseca biologicamente ISTINTIVA. Per i dinosauri è vero il contrario: si direbbe che considerino le conseguenze come cause e non viceversa, che la serietà sia un'antiestetica seccatura, mentre l'esser "giovani" debba esser sinonimo - "pseudo-affettuoso" - di frivolezza, di stravaganza, di "ma sì lasciamoli fare: sono giovani...". Ai dinosauri più o meno pieni di sé, più o meno prepotenti, prevaricanti e/o consapevolmente omertosi sono ben accette le persone che non rispondono dei propri atti (o omissioni) ma che rispondono ai dettami del loro "Potere"; le persone - isolate o come massa - che per "responsabilità" alludono alla propria disponibilità all'obbedienza, alla ricerca di "dovuti modi", per ricevere lodi ed evitare biasimi...; ancor più piacciono i sottomessi pronti a un dichiararsi "responsabili" sentito come equivalente di "colpevoli". Ai dinosauri sono graditi quelli che parlano di responsabilità/colpe e di doveri/antitesi a diritti, e tanto più quelli per i quali la parola diritti è da sottovalutare, o è considerata un puro equivalente di "pretese". A tutti questi: dinosauri, omertosi, obbedienti, docili "buonisti" ecc. qualche ondata di sentimentalismo può provocare un occasionale immediato e subito spento orrore (non certo una consapevole e attiva e cosciente e responsabile indignazione), nel mentre che per certe "menti raffinatissime" proprio i bambini vengono usati come adattissimi oggetti di trastullo (?) sessuale, od anche di "abusi strutturati", costituiscono un ottimo materiale da esperimento, o/e una duttile creta da plasmare..., Morning, come quickly di Wanda Karriker...: questo libro descrive le conseguenze di situazioni traumatizzanti deliberatamnte inflitte a bambini, e - ciò che più conta - le possibilità di resilienza dell'animo umano.Wanda Karriker Ph.D., psicologa, autrice/editore di questo libro, sta ampliando il suo sito con gli indirizzi che le verranno forniti di professionisti ed organizzazioni disponibili a curare questi pazienti, ma anche con una pagina DEDICATA alle testimonianze dei sopravvissuti usati da bambini nei film pedo-pornografici:Child Porn SURVIVORS Speak Out: DOVE SONO ADESSO gli uomini e le donne che ricordano cine-prese e video-camere come strumenti del terrore, gli uomini e le donne che da bambini erano stati involontariamente "iniziati" in diabolici traffici organizzati, vittime di odiosi crimini contro l'umanità? Perché tanta attenzione contro chi guarda i films pedo pornografici, perché tante cautele dirette a proteggere i minorenni da questa fruizione? Perché nessuno di chiede inveceDOVE SONO ADESSO i bambini presentati in questi filmati? Children in pornography is a common theme in survivors' accounts of incest, cult and ritual trauma, clergy abuse -- about any kind of sexual abuse one can imagine. Much attention has been given to catching viewers and suppliers of CP and to keeping children from viewing pornography on the Web. But no one in the mainstream media, now saturated with accounts of cyberporn arrests, convictions, and abductions, is asking an important question about the survivors of CP: WHERE ARE THEY NOW? Men and women who remember cameras as tools of terror are, as are all souls who have been unwitting initiates into organized evil, victims of heinous crimes against humanity. No one can change what happened to them, but there are probably many who would want the world to know that they were tortured and forced to 'star' in CP as children and that they survived. Televideo: 28/11/2002; Zapping solidale Infanzia rubata, infanzia violata è il tema della nuova campagna del programma radiofonico di Radio 1Rai Zapping realizzata in collaborazione con Unicef Italia. Con l'appello dei Tre no, Zapping e Unicef si soffermano, in particolare, sugli aspetti estremi della condizione dei minori in Italia e nel mondo: le mutilazioni genitali (sono circa 40mila le donne che hanno già subito mutilazioni sessuali nel nostro Paese); il turismo sessuale e i bambini soldato (un fenomeno che interessa 35 Paesi). Alla campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica hanno già aderito Amnesty International e numerosi direttori di agenzie di stampa, quotidiani e settimanali. Televideo: 6 gennaio 2004: Intervento al meeting dell’Organizzazione mondiale del turismo a Berlino Vaticano, turismo sessuale in mano a pedofili e crimine organizzato "La simbiosi tra pedofilia e crimine organizzato ha assunto il controllo di questo mercato sfruttando le famiglie e l'innocenza dei bambini". La Santa Sede interviene ancora sul tema dell'infanzia violata; lo fa attraverso monsignor Piero Monni, rappresentante vaticano al meeting dell'Organizzazione mondiale del turismo in corso a Berlino. L'intervento vuole rimarcare lo stretto legame tra pedofili, mercato mondiale del sesso e criminalità. Il turismo sessuale è il tema dell'incontro dell'agenzia internazionale, un tema caro al Papa che più di una volta lo ha denunciato e fermamente condannato. "Nel nostro vulnerabile pianeta ogni anno un milione di bambini sono sfruttati con finalità sessuali e pornografiche, barattati o venduti come schiavi per rispondere alla domanda crescente di instancabili predatori di innocenti" sono state le parole dell'inviato di Giovanni Paolo II agli addetti al turismo. "I dati sulla diffusione di questo fenomento sono in costante aumento, le previsioni sono sempre più sconcertanti, gli episodi di violenza sempre più agghiaccianti", ha concluso monsignor Monni. I "Gattopardi" dove "tutto cambia perchè niente cambi" storicamente li ho visti direttamente all'opera in modo plateale, veramente VISTOSO nel '48 come ho già detto; nel '68 già durante, già nella "colonizzazione" dei vari gruppi e collettivi da parte di striscianti "fondamentalisti" infiltrati; peggio che mai ho visto nella seconda parte degli anni settanta arrivare come una mazzata in ogni campo il ritorno indietro verso "secoli bui"; e nel campo della scienza e della Medicina ho seguito l'enorme ascesa e sviluppo fino a circa il '75 e poi con grandissimo dispiacere il crollo nel pressapochismo, nel vuoto cicaleccio sulle minuzie, nel tecnicismo becero e in una miriade di quelle teorizzazioni che Claude Bernard chiamava impietosamente "cisti" e "superstizioni". Ma il '68 c'è stato e i risultati della repressione successiva li vediamo oggi, e non credo che ci sia più spazio a breve per niente di simile. Ho più la sensazione del fuggi, fuggi (per chi si era reso conto del pericolo) degli anni '30, che non la sensazione della possibilità di cambiare le cose, che nel viso dell'attore che interpreta lo studente sembrava trasparire. (L'attuale file consiste in un rifacimento di quello che in precedenza veniva intitolato "Lettera aperta e Tempo di Mutamenti"e di cui i paragrafi sottostanti ne erano l'inizio motivante ed esplicativo.) Già da tempo avevo notato negli scaffali delle librerie un volumetto della Baldini & Castoldi dal titolo TEMPO DI MUTAMENTI - quasi uguale a quello di un mio libro ben precedente e ben più corposo INFANZIA: TEMPO DI MUTAMENTI
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